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UN LAVORO BEN RIUSCITO!

SNOW TRAC ST4

Nel 1954, Lars Larsson, ingegnere capo di una ditta svedese di macchinari agricoli, la AB Westeråsmaskiner, decide di progettare la costruzione di un veicolo cingolato per poter andare con i suoi amici a pescare d’inverno. Il veicolo progettato risulta particolarmente semplice nella costruzione ed affidabile, tanto che nel 1958 inizia la produzione in serie che terminerà nel 1982, anno in cui cessa la produzione europea del motore boxer VW del maggiolone.

Il veicolo viene sviluppato intorno al mitico motore boxer VW del maggiolone nelle cilindrate 1300 e 1600, utilizzando un particolare meccanismo per poter sterzare. Lo Snow trac è infatti dotato di un normale volante che agisce su due variatori collegati tramite una cinghia di gomma, che permette di ridurre la velocità del cingolo interno durante la sterzata.

Il telaio a longheroni sostiene una cabina costituita interamente in alluminio che è in grado di ospitare 7 persone, di cui solo il guidatore posizionato fronte marcia, con un unico ingresso dalla parte posteriore del veicolo.

Interamente prodotto in Svezia per un totale di circa 2200 unità, ben 550 furono esportate in Alaska, 400 in Canada di cui 200 per la compagnia dei telefoni, e 200 per la Canadian Railway Company; altri 400 furono venduti negli Stati Uniti e 200 in Scozia.

Prodotto in 2 versioni differenti solo per la larghezza dei cingoli, più larghi nello Snow Master, questo veicolo è stato adibito anche ad impieghi militari dall’esercito norvegese e dai Royal Marines inglesi.

In Italia la flotta più numerosa di Snow Trac si trovava a Madesimo in Valtellina, dove garantivano il servizio di trasporto persone all’alpe Motta, ormai ridotta a sole 5 unità destinate ad un uso privato.

Un considerevole numero di esemplari nella versione Snow Master venne impiegata come battipista per le Olimpiadi invernali di Sapporo nel 1972.

L’esemplare in mio possesso, del 1969, è stato acquistato presso un autosalone francese in condizioni non eccellenti e sottoposto ad un accurato restauro sia di carrozzeria che di meccanica. Nessun problema per quanto riguarda la reperibilità dei ricambi per il motore Volkswagen, mentre per tutti gli altri particolari si è dovuto procedere ad una minuziosa ricostruzione artigianale di ogni singolo pezzo.

Come si nota dalle foto l’allestimento comprende oltre al faro rotante, 2 fari IPF montati sopra la cabina e altri 2 rettangolari per illuminare la parte posteriore. Il verricello è un Tabor 9000. La Smart Light è invece montata sul tetto per accopagnare nei viaggi notturni.





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